Colle di Covignano
Grazie all'ampio flusso turistico, Rimini risulta senz'altro crocevia di arte, storia e culture eterogenee, nonché di eventi, mostre, fiere e curiosità che la rendono senz'altro unica.
Geograficamente uni dei luoghi più suggestivi di Rimini è rappresentato dal Colle di Covignano da cui, godendosi una vista mozzafiato sul mare e sulla città, si può gustare una golosa piadina presso il Bar Ilde.
In Covignano si trova anche il Museo delle Culture Extraeuropee Dinz Rialto, sito presso la Villa Alvarado. Si tratta di un interessantissimo museo etnoantropologico, sorto grazie alle donazioni apportate dall'esploratore padovano Delfino Dinz Rialto e raccolte nell'ambito dei suoi numerosissimi viaggi.
Sul Colle di Covignano sorge inoltre la Chiesa delle Grazie, il Santuario Francescano Mariano più antico e prestigioso della Diocesi di Rimini e della città. Nel santuario si trova la Santa Vergine che, secondo i riminesi, alzò gli occhi al cielo implorando per la salvezza di Rimini dalla peste del '600.
Federico Fellini e Rimini
Altro mito caratterizzante la città di Rimini è il suo figlio prediletto Federico Fellini che nacque a Rimini il 20 gennaio 1920 da famiglia piccolo-borghese, con padre rappresentante di commercio e madre casalinga.
Egli frequentò il liceo classico in Rimini e, grazie al suo grande amore per la pittura e l'arte in genere, si fa strada in città come caricaturista, fondando nel 1937, con il pittore Demos Bonini, la bottega "Febo", dove i due pittori realizzano caricature di villeggianti.
La sua poliedricità lo porta anche a realizzare collaborazioni con giornali e riviste quali la "Domenica del Corriere", il settimanale fiorentino "420" ed il "Marc'Aurelio".
Nel 1939 Fellini si stabilisce a Roma, dove frequenta il mondo della radio e dell'avanspettacolo, conoscendo Aldo Fabrizi, , Marcello Marchesi ed Erminio Macario, scrivendo gag e copioni.
Grazie alla radio egli incontra nel 1943 Giulietta Masina, mentre interpreta il personaggio di Pallina, da lui stesso ideato.
Nello stesso anno Federico e Giulietta si sposano. Durante la guerra Fellini prosegue nella scrittura di sceneggiature per "Chi l'ha visto?" di Goffredo Alessandrini e "Campo de' Fiori" e "Avanti c'è posto" di Mario Bonnard, per poi assurgere ad uno dei massimi protagonisti del neorealismo, sceneggiando alcune delle opere più importanti della scuola cinematografica neorealistica, come "Paisà" e "Roma città aperta" scritte con Rossellini, "Il cammino della speranza" "In nome della legge" e "La città si difende" con Germi e "Senza pietà", "Il delitto di Giovanni Episcopo" e "Il mulino del Po" con Lattuada, con il quale nel 1951 esordisce alla regia a quattro mani di "Luci del varietà" (1951), ambientato nell'avanspettacolo.
Nel 1952 Fellini dirige da solo il suo primo film, "Lo sceicco bianco" e nel 1953 "I vitelloni", film grazie al quale il regista diviene noto anche all'estero. La pellicola percorre i ricordi dell'infanzia riminese di Fellini, degli ambienti di Rimini e dei personaggi surreali e stravaganti che la popolano. Nel 1954 con il film "La strada" Fellini conquista l'Oscar e la consacrazione internazionale.
Il secondo Oscar arriva nel 1957 con "Le notti di Cabiria". In entrambi i film la protagonista è Giulietta Masina. Nel 1959 dirige la celeberrima pellicola "La dolce vita", con cui vince la Palma d'oro a Cannes, film che suscita scandalo negli ambienti della Chiesa per le situazioni erotiche ivi richiamate e per l'arrendevolezza nei confronti della caduta dei valori della società.
Nel 1963 esce "8½", con cui vince l'Oscar per il miglior film straniero e per i costumi (grazie a Piero Gherardi), e che narra la storia di un regista che racconta, con passione e sincerità, le proprie crisi di uomo e di autore, concetto che si rinviene in tutte le sue pellicole fino alla fine degli anni '70 (anche, ad es. in "Giulietta degli spiriti" del 1965). Nel 1969 esce il "Fellini-Satyricon", dove l'impianto onirico si trasponde alla Roma imperiale del periodo della decadenza, rappresentando certo una metafora della disincantata e goliardica società contemporanea.
Negli anni '70 il passato riminese di Fellini riemerge con forza: con Amarcord (1973) si ritorna alla adolescenza del regista, agli anni scolastici e protagonisti dell'opera sono la città ed i cittadini di Rimini. Grazie a questo film egli trionferà vincendo il quarto Oscar.
Seguirono poi "Il Casanova", nel 1976, "Prova d'orchestra" (1979), "La città delle donne" (1980) "E la nave va" e "Ginger e Fred" (1985). L'ultimo film girato da Fellini è "La voce della Luna" (1990), tratto da "Il poema dei lunatici" di Ermanno Cavazioni, dove si narra della campagna e dei suoi suoni, voci e bisbigli. Federico Fellini muore nel 1993, non prima di aver ricevuto il suo quinto Oscar alla carriera.
Borgo San Giovanni Borgo San Giuliano di Rimini
Sicuramente da non perdere è la visita al Borgo San Giovanni o Borgo San Giuliano di Rimini dove, sorseggiando del buon vino in una delle varie osterie che si trovano fra i piccoli e tortuosi vicoli, si può ammirare una Rimini senz'altro caratteristica, autentica, tipica e popolare.
Il borgo è infatti circondato di casette colorate, spesso abbellite da splendidi murale, di architettura che richiama le usanze ittiche ed è pervaso di profumi di natura e campagna.
Ogni due anni, nel mese di settembre, si svolge la celeberrima Festa de Borg, dove ogni riminese può ripercorrere la vita degli antichi "borghigiani", divertendosi con tanta musica e cenando con i piatti tipici romagnoli: la piadina per prima, accompagnata da tagliatelle, lasagne, strozzapreti, cappelletti, porchetta, salsicce, cipolle arrosto e del buon Sangiovese DOC.
Paolo e Francesca
Un altro mito caratterizzante la città di Rimini è senz'altro rappresentato dalla storia di Paolo e Francesca, ovvero Paolo Malatesta e Francesca da Polenta, che si innamorarono in modo folle e che vennero scoperti da Gianciotto Malatesta, marito di lei e fratello di Paolo, che li trucidò barbaramente.
Trattata nel V Canto dell'Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri, la storia fra i due giovani amanti riminesi, per cui si rinvia anche alla sezione storica del sito, ha da sempre appassionato ed entusiasmato.
Nel canto V Dante Alighieri, mentre si trova nel girone dei lussuriosi, dove si trova anche l'eroe greco Achille, viene attirato da due anime che volano congiunte e chiede loro di poter parlare un po'.
È Francesca che risponde a Dante, descrivendogli la loro celestiale storia d'amore, la scintilla che scoccò fra i due quando leggevano il libro che parlava del bacio fra Lancillotto e Ginevra ("Noi leggiavamo un giorno per diletto di Lancilotto come amor lo strinse"), il tragico epilogo del loro amore e, nonostante tutto, la forte passione che ancora li lega, come si rinviene nei versi "Amor, ch'a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m'abbandona.
Amor condusse noi ad una morte: Caina attende chi a vita ci spense". L'amore impossibile, sfortunato ed adultero di Francesca da Rimini l'ha dunque condannata alle pene dell'inferno, rendendo la loro storia immortale, tratteggiata su opere letterarie e impressa in innumerevoli opere pittoriche di artisti della scuola riminese e non come Giuseppe Fraschieri ed Alexander Cabanel.
Le gioie del palato
In Rimini mai possono trascurarsi le gioie del palato che si tramutano anche in gioie per la vista: il rosso rubino del Sangiovese, il vino tipico della Romagna, l'azzurro del pesce dell'Adriatico e l'oro del grano macinato, ingrediente base per la 'piadina' sono i colori della cucina romagnola.
La tradizione tipica romagnola, di una cucina a metà strada fra le tradizioni marinare e quelle contadine, è rinvenibile ovunque: in chioschi, bar, pub, ristoranti di ogni genere, piadinerie, osterie.
I piatti di maggior successo e più prelibati sono senz'altro le piadine calde (composte di farina, acqua, sale e strutto), servite con affettati (prosciutto crudo, salame, testa, coppa e porchetta) e squacquerone (tipico formaggio molle romagnolo), ma anche i piatti di pesce (soprattutto pesce azzurro) ed i primi piatti irrinunciabili come tagliatelle al ragù, cappelletti, ravioli e strozzapreti, lasagne, nidi di rondine.
Per i secondi piatti la preferita è la carne alla brace (salsicce, castrato, manzo, costarelle, fegatelli), ma anche il coniglio in porchetta, con contorno di verdure gratinate, o le grigliate di pesce (con spiedini di vario genere ed i fritti).
Non può mancare infine un buon bicchiere del rosso Sangiovese o del bianco Trebbiano.
Bandiera Blu a Rimini
Di grande orgoglio, infine, per la città di Rimini è il conferimento, per ben otto anni consecutivi della Bandiera Blu.
La Bandiera Blu è un riconoscimento europeo conferito dalla Foundation for Environmental Education (Fee), in collaborazione con i consorzi vari che si occupano della raccolta di batterie e oli esausti, quali Coou e Cobat.
La celebre bandiera viene assegnata ai comuni che si trovano sulle riviere italiane ed alle autorità portuali, per riconoscere l'operato positivo nella salvaguardia dell'ambiente e dell'ecosistema marino.
Annualmente vengono eseguiti esami approfonditi ed analisi per valutare la qualità delle acque di balneazione, della costa, la sicurezza delle spiagge, e dei servizi offerti, nonché l'educazione ambientale.
Si richiedono inoltre interventi sul territorio per evitare che l'ambiente si danneggi con la presenza del turismo: sistemi di depurazione delle acque reflue, la raccolta differenziata ed ulteriori iniziative a sostegno di un turismo sostenibile.
La Cerimonia di assegnazione ed i festeggiamenti si svolgono ogni anno presso bagni doversi di Rimini e ciò a ringraziamento dell'operato svolto non solo dalla amministrazione comunale, ma anche da tutti gli operatori turistici e di settore.







